E' una pianta abbastanza bella, e i maiali ne apprezzano il frutto.
Gli uomini invece lo cuociono e lo lavorano in vari altri modi.
A volte penso che gli uomini dovrebbero essere più simili ai maiali, e non parlo della coda a ric
Parlo della semplicità. Un maiale è un animale apparentemente soddisfatto della sua vita anche quando vive nel fango. Soprattutto quando vive nel fango.
C'è un maiale in ognuno di noi, solo che molti lo tengono nascosto e gli islamici non possono ammetterlo. E quel maiale vuole essere liberato, vuole correre libero, inciampare, scivolare nel fango, infilare il muso nei buchi e urlare. Solo che molti uomini il maiale lo tengono rinchiuso, lo lavano troppo e gli mettono un grazioso guinzaglio. Loro si laureano in statistica, il maiale non è felice e prima o poi muore di tristezza e il suo cadavere marcisce rilasciando gas tossici che uccidono l'uomo che lo racchiude.
Poveri maiali.
Sarebbe bello se scrivessero un'epopea sul fatto che gli uomini nei secoli hanno elaborato sistemi sempre più elaborati per la Soluzione Finale: l'uccisione di tutti i maiali del mondo.
Sarebbe bello se quando vedessi un maiale la smettessi di pensare a quanto saranno grandi i prosciutti, quanto saranno croccanti le orecchie e se le braciole saranno troppo grasse.
Sarebbe bello guardare i suoi occhi mori e luminosi e vederci un animale nobile e libero.
Come la mamma cinghiale che ho visto in montagna, veloce come il vento.
Non penso che i maiali comprendano il nostro senso dell'umorismo: ridiamo di loro per poi ucciderli e mangiarli...e le salsicce inglesi fanno pure schifo!
Come la reazione che abbiamo quando un insetto enorme entra in uno di quelle lampade al neon blu che lo brucia vivo.Ridiamo.
Ridiamo della morte di poveri insetti.
Le nostre voci grottesche rimbombare immense nelle loro povere orecchie agonizzanti.
Nemmeno i cattivi di James Bond sono così cattivi.
Certo, è divertente.
Però è sbagliato, come ridere degli handicappati o dei cattolici.



