27.2.10

Gigi D'Ag

E gira che ti rigira, mi ritrovo a spezzare l'ennesima lancia a favore del mio paese.
Magari è solo gioire delle briciole della nostra passata grandezza, ma Gigi D'Agostino ha scelto bene il carattere cinese che mostra sempre sulle sue orrende magliette bianche

o rosse, dipende. Trattasi di 舞, carattere veramente figo, che indica la danza.

21.2.10

La compagnia del Paiuolo

"In questa tornata il presente del Rustico fu una caldaia fatta di pasticcio, dentro alla quale Ulisse tuffava il padre per farlo ringiovanire, le quali due figure erano capponi lessi che avevano forma d'uomini, sì bene erano acconci le membra et il tutto con diverse cose tutte buone a mangiare; Andrea del Sarto presentò un tempio a otto faccie, simile a quello di San Giovanni, ma posto sopra colonne; il pavimento era un grandissimo piatto di gelatina con spartimenti di varii colori di musaico; le colonne, che parevano di porfido, erano grandi e grossi salsicciotti, le base et i capitegli erano di cacio parmigiano, i cornicioni di paste di zuccheri e la tribuna era di quarti di marzapane, nel mezzo era posto un leggio da coro fatto di vitella fredda con un libro di lasagne che aveva le lettere e le note da cantare di granella di pepe e quelli che cantavano al leggio erano tordi cotti col becco aperto e ritti con certe camiciuole a uso di cotte, fatte di rete di porco sottile, e dietro a questi per contrabasso erano due pippioni grossi, con sei ortolani che facevano il sovrano;
Spillo presentò per la sua cena un magnano, il quale avea fatto d'una grande oca, o altro uccello simile, con tutti gl'instrumenti da potere racconciare, bisognando, il paiuolo;
Domenico Puligo d'una porchetta cotta fece una fante con la rocca da filare allato, la quale guardava una covata di pulcini et aveva a servire per rigovernare il paiuolo;
il Robetta per conservare il paiuolo fece d'una testa di vitella, con acconcime d'altri untumi, un'incudine, che fu molto bello e buono, come anche furono gl'altri presenti, per non dire di tutti a uno a uno di quella cena e di molte altre che ne feciono."
Da "Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti", Giorgio Vasari, Edizione del 1568, edita a Firenze per i tipi della Giunti(che trovate in .pdf cliccando qua), p.639

15.2.10

La Scuola Fallita

Stasera ho visto lo speciale di "Presa Diretta" sulla scuola italiana. Si chiamava "La scuola Fallita" e si prefiggeva l'intento di mostrare in maniera quanto più simile alla verità la situazione attuale delle nostre scuole.
I servizi degli inviati mostravano principalmente scuole siciliane e lombarde, con qualche capatina in Piemonte.
La situazione lombarda è particolarmente infernale. Dagli aiuti alle famiglie con reddito inferiore a 49000 euro annui (autocertificati) per frequentare scuole private propagandato (urlando, come sempre) come garanzia di libertà di scelta per le famiglie lombarde, all'agghiacciante dichiarazione di una direttrice di scuola privata di Milano nell'affermare che nella sua scuola non ci sono stranieri non solo perché non hanno abbastanza soldi, ma anche perché si troverebbero in grande disagio giacché gli iscritti alla sua scuola sono tutti appartenenti alla "media borghesia", e, credetemi, sto tacendo di altre schifezze che le mie orecchie hanno ascoltato, come un'altra direttrice che capiva e assolveva chi avesse deciso di non ammettere gli andicappati alle iscrizioni per motivi di bilancio. L'inumanità del nostro sistema sta raggiungendo livelli di cinismo da Germania nazista, e per ogni ora di inglese e informatica che fa un bambino milanese nella sua scuola fondata da ciellini ce ne sono 20 in meno in una scuola di Caltanissetta.
E poi leggi che infrangono leggi esistenti calpestando diritti fondamentali dei cittadini, assessori provinciali che temono il terremoto che raderà al suolo scuole aperte senza alcun controllo antisismico, bilanci in rosso da lustri e qualche speranza di fondo.
Sia perché, non mi stancherò mai di dirlo, le persone sono molto, molto, molto più veloci della politica a comprendere i cambiamenti e adattarvisi o cambiare le cose(vedi genitori di alunni torinesi che imbiancano personalmente le aule dei loro figli), sia perché la politica non è completamente immobile, anche se paragonerei il suo movimento più alla lentissima corrosione di gocce d'acqua su una lastra di marmo che a un auspicabile e risolutivo rogo di stoppie.
Il servizio mostrava anche che il (seppur minimo) impegno della politica nell'ambito delle politiche scolastiche non è esclusivo di questo o quel partito, ma ha una connotazione trasversale(nonostante mi risulti difficile comprendere la coerenza di un politico che voglia risolvere la gravissima situazione della sua provincia pur facendo capo a un partito che ne è stato direttamente responsabile), segno che i rimasugli dell'interesse degli italiani verso la Cosa Pubblica sono morenti, ma non ancora sepolti..
Serve soltanto un po' di coordinazione: se le maestre fossero in grado di spiegare ai loro ragazzi e soprattutto ai loro genitori che c'è un motivo per cui dovranno cambiare insegnanti ogni anno, per cui non hanno una palestra, c'è un motivo per cui i riscaldamenti non funzionano e le aule sono sovraffollate ed il motivo è la mancanza di soldi, dovuta alle pessime politiche attuate dagli ultimi 3 governi(per tacere di quelli precedenti, che avevano problemi molto diversi come entità).
Ciononostante, credo che non getterò la spugna nemmeno quando gli italiani voteranno di nuovo il partito e il presidente che hanno tolto il futuro ai loro figli.