I servizi degli inviati mostravano principalmente scuole siciliane e lombarde, con qualche capatina in Piemonte.
La situazione lombarda è particolarmente infernale. Dagli aiuti alle famiglie con reddito inferiore a 49000 euro annui (autocertificati) per frequentare scuole private propagandato (urlando, come sempre) come garanzia di libertà di scelta per le famiglie lombarde, all'agghiacciante dichiarazione di una direttrice di scuola privata di Milano nell'affermare che nella sua scuola non ci sono stranieri non solo perché non hanno abbastanza soldi, ma anche perché si troverebbero in grande disagio giacché gli iscritti alla sua scuola sono tutti appartenenti alla "media borghesia", e, credetemi, sto tacendo di altre schifezze che le mie orecchie hanno ascoltato, come un'altra direttrice che capiva e assolveva chi avesse deciso di non ammettere gli andica
E poi leggi che infrangono leggi esistenti calpestando diritti fondamentali dei cittadini, assessori provinciali che temono il terremoto che raderà al suolo scuole aperte senza alcun controllo antisismico, bilanci in rosso da lustri e qualche speranza di fondo.
Sia perché, non mi stancherò mai di dirlo, le persone sono molto, molto, molto più veloci della politica a comprendere i cambiamenti e adattarvisi o cambiare le cose(vedi genitori di alunni torinesi che imbiancano personalmente le aule dei loro figli), sia perché la politica non è completamente immobile, anche se paragonerei il suo movimento più alla lentissima corrosione di gocce d'acqua su una lastra di marmo che a un auspicabile e risolutivo rogo di stoppie.
Il servizio mostrava anche che il (seppur minimo) impegno della politica nell'ambito delle politiche scolastiche non è esclusivo di questo o quel partito, ma ha una connotazione trasversale(nonostante mi risulti difficile comprendere la coerenza di un politico che voglia risolvere la gravissima situazione della sua provincia pur facendo capo a un partito che ne è stato direttamente responsabile), segno che i rimasugli dell'interesse degli italiani verso la Cosa Pubblica sono morenti, ma non ancora sepolti..
Serve soltanto un po' di coordinazione: se le maestre fossero in grado di spiegare ai loro ragazzi e soprattutto ai loro genitori che c'è un motivo per cui dovranno cambiare insegnanti ogni anno, per cui non hanno una palestra, c'è un motivo per cui i riscaldamenti non funzionano e le aule sono sovraffollate ed il motivo è la mancanza di soldi, dovuta alle pessime politiche attuate dagli ultimi 3 governi(per tacere di quelli precedenti, che avevano problemi molto diversi come entità).
Ciononostante, credo che non getterò la spugna nemmeno quando gli italiani voteranno di nuovo il partito e il presidente che hanno tolto il futuro ai loro figli.




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