Mia sorella e' a casa e io pure.
Mia sorella maggiore, esperienza della vita e migliaia di libri tenuti tra le mani riga dopo riga gli occhi verdi seguivane.
Mia sorella a casa, mamma a lavoro, un senso di sicurezza che da anni non provavo e che svanisce subito, io rettile al sole di poche pretese, la bocca aperta a gustarne i raggi.
Mia sorella maggiore, esperienza della vita e migliaia di libri tenuti tra le mani riga dopo riga gli occhi verdi seguivane.
Mia sorella a casa, mamma a lavoro, un senso di sicurezza che da anni non provavo e che svanisce subito, io rettile al sole di poche pretese, la bocca aperta a gustarne i raggi.

Il senso di sicurezza della provincia, dove c'e' sempre uno zio che sa fare qualcosa e ti aiuta, i caminetti gia' accesi in questo novembre caldo e assolato.
Tornano tutte le turbe della giovinezza, che hanno poco a che fare con le velleita' del mio animo e molto con i misteri del sesso. Ripenso:
-a donne passate, nomi contorti e chiare le lettere al sole, gli hobby e l'infanzia e
-a questa citta' nata poco piu' di una missione religiosa, che porta impressi nel cuore i vessilli dell'Itala Patria e certi scherzetti occultisti.
Cresce prospera variegata industria, sanno dove mettere mano i suoi uomini operai, moderne piu' di loro le sue donne; la tinta di cattolicesimo operaio (inevitabilmente nordista) ammanta appena l'etica di questa gente, inevitabilmente comunista.
Tutti vengono da fuori, hanno successo quelli che vengono piu' fuori di tutti, i sardi, gli stranieri, con Roma che incombe, i suoi cavilli, i suoi sadici cappi cattolico, ebraico/risorgimentale e mondialista che attanagliano l'Itala Patria tra le sue spire.
In questo volo di gabbiano su questi colli verdi, mi sento di ricordare ai neo-neo borbonici che molto quello che dicono è vero, ma una prospettiva localista della storia della penisola non puo' certo ignorare che Napoli e il suo regno sono Italia, più Italia che Torino o certa Lombardia e che la Lingua Italiana non è appannaggio dei toscani (che invero pare l'abbiano dimenticata) ma patrimonio del Mondo, ineluttabile orizzonte e palcoscenico di Partenope distesa al Sole.
Cresce prospera variegata industria, sanno dove mettere mano i suoi uomini operai, moderne piu' di loro le sue donne; la tinta di cattolicesimo operaio (inevitabilmente nordista) ammanta appena l'etica di questa gente, inevitabilmente comunista.
Tutti vengono da fuori, hanno successo quelli che vengono piu' fuori di tutti, i sardi, gli stranieri, con Roma che incombe, i suoi cavilli, i suoi sadici cappi cattolico, ebraico/risorgimentale e mondialista che attanagliano l'Itala Patria tra le sue spire.
In questo volo di gabbiano su questi colli verdi, mi sento di ricordare ai neo-neo borbonici che molto quello che dicono è vero, ma una prospettiva localista della storia della penisola non puo' certo ignorare che Napoli e il suo regno sono Italia, più Italia che Torino o certa Lombardia e che la Lingua Italiana non è appannaggio dei toscani (che invero pare l'abbiano dimenticata) ma patrimonio del Mondo, ineluttabile orizzonte e palcoscenico di Partenope distesa al Sole.






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