Tra i miei amici si possono annoverare i Cavallo Wanislavskji.
Cavallo, per gli amici.
Ieri sono andato alle loro prove.
Prima hanno montato tutto, poi hanno iniziato.
I Cavallo Wanislavskji sono
Filippo Giuffré: il suo strumento color sabbia vibra di piacere per le intricate torture che gli vengono inflitte; nel mentre vari oggetti di plastica modernisti urlano in 8 bit.
Daniele Giannotta: è il tappeto sonoro sul quale i Cavallo si adagiano e allo stesso tempo un membro dei Cavallo. In molti l'hanno definito "molto più figo di Gesù" per il dono dell'ubiquità monolocale che il famoso profeta di Nazareth, stando alle scritture, sembra non avere mai avuto.
Marco Bellone: bassista anfibio, è il disturbo del quieto vivere(Art. 654 del codice penale). Il suo batterismo sadico si spinge fino al limite dell'orgasmo senza oltrepassarlo mai.
Le loro prove in realtà erano un concerto per cinque spettatori, compresi i Cavallo stessi, che per questo superpotere sono stati definiti "molto più fighi di Ahura Mazda".
Cominciamo bene: un riff metal da stadio di Giuffré mi riporta ai bei tempi del Paleozoico; ero un giovane equiseto. Dopo pochissimo scopro che quello che vedo non sono i miei ricordi, ma un film(mai girato, e che comunque non arriverà nelle sale per problemi di distribuzione) la cui colonna sonora è proprio la musica dei Cavallo Wanislavskji.
Una manciata di flautini suonati da Giannotta ci teletrasportano nell'ora di musica di una classe orbitante di bambini geostazionari, ma un sax agonizzante ci sbatte in faccia la dura realtà:
Pollame.
Passeriformi di piccola taglia.
Provano "Fly me to the moon" in misolidio, ma è solo un attimo: tornano lesti a Tuva, la loro amata terra natìa. Purtroppo un antiquato treno a carbone li travolge nel caos della modernità.
I cavallo sono così: ogni rischio di costruire della musica da ascensore viene soffocato in una vasca di densissimo, acido punk ottomano.
Techno acustica, un'aura blues e lingue camito-semitiche estinte; tarantelle predesertiche alla periferia di un grosso centro industriale della Ruhr. Il tutto impacchettato e spedito nello spazio, nell'attesa che altri figli del Dio bemolle ascoltino la chiamata e mandino rinforzi.




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