13.5.08

grande massa per lo più d'acqua dolce raccolta nelle cavità terrestri

<<¿Hai visto? ti ha sorriso... >> è, mi sembra, l'ultima battuta de "La ragazza del lago", che ho visto ieri.
E' ambientato in un paesino della provincia di Udine e a Udine.
E' una sceneggiatura veramente ben scritta( basata su "Se deg ikke tilbake!" di Karin Fossum) che regge un film apparentemente freddo ma in realtà molto umano.
Penso al ventaglio di possibilità che Karin Fossum avrà avuto nello scrivere quella storia,e in base a quali principi ha sforbiciato la maggior parte di esse.
Penso a
lle uniche note dolenti del film:
-musiche talvolta invasive e non pertinenti (non funzionali, come se fossero state composte prima di aver visto anche una sola scena del film, e come se questa fosse in realtà una prassi consolidata).
-la recitazione della mamma della bambina (Maria Sole Mansutti?), che mi è risultata irritante.
Almeno quanto mi ha conquistato Valeria Golino (nel film Chiara Canali) quando parla del pargoletto morto, ed è triste e felice allo stesso tempo, come la doccia quando
qualcun altro in casa usa l'acqua calda, e parla del proprio figlio come una vera madre che parla del suo vero figlio e magari c'è anche un po' di improvvisazione è troppo vero per essere stato scritto, letto, memorizzato e poi recitato...
Poi mi sono venute in mente altre 2 cose che sarebbe un peccato non scrivere:
-sarebbe bello se le persone tentassero di convincere le altrui menti senza usare esempi. L'esempio è un'arma viziosa che andrebbe debellata mondialmente. Per un
a dimostrazione matematica non basta un esempio, ergo non deve bastare per null'altro (men che meno per l'amministrazione della cosa pubblica). Farò degli esempi a chi li desidera.
-La categoria di "Lontananza" dovrebbe essere riformata, e inglobata nella categoria di "Remotezza"(?). Ad esempio: credete che sia più lontano dall'Italia un villaggio berbero dell'Alto Atlante o Tokyo?
Stasera ho paragonato una bella donna a un (bel)ciottolo.

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