1.6.08

Viagra Jones

Un po' di sere fa sono andato con un mio amico al cinema, a vedere “Indiana Jones e i teschi di cristallo”.
Forse avremmo entrambi voluto vedere un altro film, ma il caso ha voluto che al Capitol ci fossero solo quello, uno strano film dello stesso regista di Hotel Rwanda la cui locandina proiettava un’ombra nefasta da “thriller psicologico” e Notte brava a Las Vegas.
Purtroppo ho avuto modo di vedere il trailer di Kung Fu Panda. E’ stata una delle cose più imbarazzanti della mia vita.
Ma veniamo a Indie.
E’ la fine degli anni ’50. In America impazza il rock’n roll, chi ha la moto è figo e dannato e ci si diverte a fare corse in macchina(o in moto).
Alcuni giovani sfidano alcuni soldati, scherzosamente. Uno dei soldati è visibilmente russo (nel senso che ha tutti i tratti che Hollywood ci ha insegnato a mettere in relazione con i russi. Ad esempio l’altezza notevole, occhi bellissimi freddi e perfidi e una senso dell’ironia pressoché inesistente, a parte quando si tratta di risate sardoniche) I russi entrano nella base americana e uccidono tutti. Poi non mi ricordo cos'è successo per un po'.
Nella solita stanza enorme piena di scatoloni(come alla fine di "Indiana Jones e i predatori dell'Arca Perduta" e "Quarto Potere") i russi chiedono a Indie di mostrare loro quanto aveva scoperto anni prima. Lui dopo un po’ è d’accordo e dice loro che quella cosa è magnetica, quindi con della polvere da sparo(chissà perché poi) lanciata in aria riescono a ritrovarla. E’ una specie di sarcofago nero con dentro una specie di sacco a pelo o sacco da cadaveri che contiene un umanoide dalle enormi zampe da uccello e la fisionomia tipica dell’alieno di Hollywood.
Indiana Jones coglie l’attimo fuggente e riesce a fuggire, tra l’altro venendo sparato ad alta velocità da un improbabile treno sperimentale. Si fa giorno, e il nostro eroe si ritrova in uno strano centro abitato(strano anche per il New Mexico): tutti gli abitanti sono manichini. Scatta il conto alla rovescia, tutti capiscono che si sta mettendo male, e Indiana si ficca in un frigo piombato. Scampa per miracolo a un'esplosione nucleare e viene sottoposto a due interrogatori che lo denigrano e gli dicono che non ha mai fatto un cazzo nella vita.
Indiana torna al suo posto di lavoro, e il rettore gli dice che sta nella merda: l’FBI ha perquisito il suo studio e questo farà perdere la faccia all’intera università. Indiana, dunque, decide di cambiare aria, ma un ragazzo in moto gli chiede se conosce un certo professor (non me lo ricordo), perché lo vogliono uccidere(al professore, intendo).
Vanno in un bar e il ragazzo da a Indiana un foglio con degli scarabocchi del professore; i russi li braccano, loro non ci pensano due volte: fanno scattare una rissa e fuggono in moto (varie scene rumorose e spaccone di inseguimenti ad alta velocità nell’università di Yale).
Perle di saggezza”un buon archeologo è uno che esce dalla biblioteca”.
Indiana ci pensa un po’ su e capisce che è il Perù ciò di cui il professore stava parlando.
E loro ci vanno. Nasca. Una città piena di sozzo e di suore; si va in manicomio e si vede la cella del professore. E’ piena di scritte sui muri. E c’è una mappa sul pavimento. Com’è come non è i due scoprono il posto; è una necropoli i cui abitanti sembrano zombie agili a volte si alzano e gridano e sfidano i due protagonisti a colpi di Kung Fu. Dopo varie peripezie i due trovano la sala in cui è sepolto e mummificato un tizio spagnolo del secolo XVI; nel suo torace nasconde un teschio di cristallo che Indiana trova pregevolissimo(secondo me non è il massimo). I nostri eroi si spostano (non mi ricordo un cazzo) e, dopo noiosissimi e lentissimi scontri contro i perfidi sovietici trovano quella città d’oro di cui blaterava il professore fattone.
Dopo varie peripezie scoprono che gli abitanti di quella città nella loro epoca erano interessati all’archeologia e all'antiquariato di tutto il mondo, e che erano in realtà governati dagli alieni. Dopo aver riportato il teschio di cristallo al suo legittimo corpo di cristallo gli alieni prendono vita e attivano una specie di navicella spaziale nascosta nella piramide. Purtroppo alla russa avvenente si bruciano gli occhi e la faccia e la città alla fine viene completamente distrutta in un tripudio di 3DS max e di citazioni di Heinrich Füssli.
Alla fine Indiana si sposa in una chiesa protestante orrenda bianca.
Questa la trama.
Alcune considerazioni personali: dunque, in alcuni frangenti Harrison Ford è veramente anziano. La sceneggiatura ha delle pecche enormi. Mi rende felice e speranzoso pensare che siano dovute ad una traduzione mediocre, ma so che non è così. Maccartismo giocoso, vecchi amici e battute sulla seconda guerra mondiale appena finita sono cose interessanti che potrete trovare nel film. Purtroppo Hollywood è ormai al ribasso temo…non si spende più come un tempo nei film e, soprattutto nel primo tempo, c’è una sovrabbondanza di tranquille scene parlate per gli standard cui Indiana Jones ci aveva abituato.
Spero solo che il regista non abbia inserito il personaggio del figlio di Indie(che secondo me non c’ha il fisico) allo scopo di perpetrare la saga nei secoli dei secoli.
Lo spero proprio.

No comments: