Il formaggio più buono è quello che assaggi in sogno con tuo fratello
Zio Daniele spoglia un'enoteca di tutta la sua urbanità
Rubo un grumo di cacio da dietro la vetrina
Il formaggio più buono ha una mosca disegnata sulla scatola
E' il formaggio mosca, e la sua confezione è una scatola di cartone viola con una vaschetta dentro
Zio Daniele non è d'accordo
odia i sali di fusione e le proteine di soia
commosso da scaglie di pecorino
Kebbabbà Kebbabbà
Nun sape che piacere ca mme fa
A volte i suddasiatici ordinano troppo cibo
Ana Reyes Carvalho glielo fa notare
E' quasi pronto
ma sono già le 10:27.
Persino i ditteri più pelandroni scaldano già le loro ali al sole.
9.11.10
20.9.10
bianco
bianco
travi di niente
carta
involucri di muti
imballaggi di sordocieca
indifferenza agli
astri
alle nuvole
a questo tanto troppo
rumore di stoviglie
e vociare il dimenarsi
di vite inutili
bianco come la polvere fina
che ricopre i cantieri
abbandonati delle nostre
pallide tensioni
bianco
come le diafane
meduse-nubi che
disegnano il cielo
dei pesci attraverso lo specchio
delle onde
come la schiuma
non dura che un soffio
bianco come una mattinata a caso
Novembre ricopre le cose
di bruma ed è
futile sciaquarle
alla loro nitidezza
bianco il rumore del fumo d'inverno,
passeggia tra i camini di queste case di morti
non si sa chi è in questa foto
è allegro condividere le nostre ignoranze
travi di niente
carta
involucri di muti
imballaggi di sordocieca
indifferenza agli
astri
alle nuvole
a questo tanto troppo
rumore di stoviglie
e vociare il dimenarsi
di vite inutili
bianco come la polvere fina
che ricopre i cantieri
abbandonati delle nostre
pallide tensioni
bianco
come le diafane
meduse-nubi che
disegnano il cielo
dei pesci attraverso lo specchio
delle onde
come la schiuma
non dura che un soffio
bianco come una mattinata a caso
Novembre ricopre le cose
di bruma ed è
futile sciaquarle
alla loro nitidezza
bianco il rumore del fumo d'inverno,
passeggia tra i camini di queste case di morti
non si sa chi è in questa foto
è allegro condividere le nostre ignoranze
16.6.10
Sogni a comando II
All'improvviso la tua fidanzata diventa francese
è di Valenciennes
tutto diventa più nitido
verticale e orizzontale ammettono vie di mezzo
incastrato in una squama del Passato
il profumo di una gardenia sembra irraggiungibile
(ci vuole forza per nuotare nel gel)
plotoni di pornofemmine
schiaffeggiano i propri seni
e le chiappe ormai rosse
combattono per l'oblio
lungo la schiena un brivido caldo scuote via ogni dubbio
tutto diventa più chiaro
orifizi come morbide armi
si può morire per un paio di labbra?
o il pensiero
distruggere le prime pesche appena mature
in campagna
certe mattine l'aria diventa latte
sogno il rosa
stende i panni all'aperto
è vestita di bianco
il confine è labile
si è soli è facile
scatti
brevi pruriti
avvicinarsi al rosso
unghie
lacrime
dolorosissima estasi
ci si desta solo dopo aver sborrato.
è di Valenciennes
tutto diventa più nitido
verticale e orizzontale ammettono vie di mezzo
incastrato in una squama del Passato
il profumo di una gardenia sembra irraggiungibile
(ci vuole forza per nuotare nel gel)
plotoni di pornofemmine
schiaffeggiano i propri seni
e le chiappe ormai rosse
combattono per l'oblio
lungo la schiena un brivido caldo scuote via ogni dubbio
tutto diventa più chiaro
orifizi come morbide armi
si può morire per un paio di labbra?
o il pensiero
distruggere le prime pesche appena mature
in campagna
certe mattine l'aria diventa latte
sogno il rosa
stende i panni all'aperto
è vestita di bianco
il confine è labile
si è soli è facile
scatti
brevi pruriti
avvicinarsi al rosso
unghie
lacrime
dolorosissima estasi
ci si desta solo dopo aver sborrato.
pasqua

Come tutti voi vi aspetterete certamente, ecco due poesie sulla Pasqua.
Pasqua I
Conigli depongono uova
colorate
pulcini sintetici
razzolano mini prati
di plastica
in fiore.
Come i metallici involucri
di uova più grandi
contengono bustine
prodotte in Guangdong
contengono
oggetti di plastica
Piove.
alticci
si deambula
gonfi di cibo
si celebra l' miracolo azzurrino.
Pasqua II
Bashkua è
un ramo di beshko
che si muove dal vento.

Conigli depongono uova
colorate
pulcini sintetici
razzolano mini prati
di plastica
in fiore.
Come i metallici involucri
di uova più grandi
contengono bustine
prodotte in Guangdong
contengono
oggetti di plastica
Piove.
alticci
si deambula
gonfi di cibo
si celebra l' miracolo azzurrino.
Pasqua II
Bashkua è
un ramo di beshko
che si muove dal vento.

16.5.10
Sogni a comando I
.
Vieni con me
un custode sordomuto ti mostrerà l'ingresso di un tumulo etrusco
vecchio come il tempo degli uomini ma non ancora così sdrucito
All'interno pareti una festa di geometrie non euclidee
e tette di vecchia ondeggiano a volte pelose altre capezzoli duri
e neri come il caffé ti sussurrano che è meglio andare a letto.
Al crepuscolo i fiori si fanno timidi.
fragili come ecosistemi estinti
crolleranno un giorno
questi rivoluzionari chiedono soldi alla mamma,
e consigli
un rimpallo di responsabilità nel loro cervello
non potrà che produrre una empasse negli organismi dello Stato delle emozioni
che è proibito provare
gli squallidi fumi del mattino sono già alti nel cielo.
.
Vieni con me
un custode sordomuto ti mostrerà l'ingresso di un tumulo etrusco
vecchio come il tempo degli uomini ma non ancora così sdrucito
All'interno pareti una festa di geometrie non euclidee
e tette di vecchia ondeggiano a volte pelose altre capezzoli duri
e neri come il caffé ti sussurrano che è meglio andare a letto.
Al crepuscolo i fiori si fanno timidi.
---
AutomatismiUna limousine
Egli è il possessore della limousine
Egli è il custode della limousine
Nella solitudine di Marzo avanza a passi larghi
un pensiero
bello e insensato come un pilastro in un deserto di muschio
e vento
uccidere
non è difficile, gli scrittori
i poeti la fanno troppo lunga
solo un rantolo in una lingua inventata
e un posto dove seppellirlo
E il mare?
sì, il mare, al tramonto
che non si lamenti di una fine
degna dell'Era degli Eroi
Le fiamme del sole avvolgono la costa
e i mille paesaggi capovolti delle nuvole
Bisogna tornare a riva prima che faccia notte
l'immenso orrendo crogiuolo delle alghe senzienti potrebbe svegliarci
Egli è il possessore della limousine
Egli è il custode della limousine
Nella solitudine di Marzo avanza a passi larghi
un pensiero
bello e insensato come un pilastro in un deserto di muschio
e vento
uccidere
non è difficile, gli scrittori
i poeti la fanno troppo lunga
solo un rantolo in una lingua inventata
e un posto dove seppellirlo
E il mare?
sì, il mare, al tramonto
che non si lamenti di una fine
degna dell'Era degli Eroi
Le fiamme del sole avvolgono la costa
e i mille paesaggi capovolti delle nuvole
Bisogna tornare a riva prima che faccia notte
l'immenso orrendo crogiuolo delle alghe senzienti potrebbe svegliarci
---
fragili come ecosistemi estinti
crolleranno un giorno
questi rivoluzionari chiedono soldi alla mamma,
e consigli
un rimpallo di responsabilità nel loro cervello
non potrà che produrre una empasse negli organismi dello Stato delle emozioni
che è proibito provare
gli squallidi fumi del mattino sono già alti nel cielo.
.
10.4.10
té e ingiustizia
Oggi sono andato alla erboristeria cinese Chen in via delle Lame 57. Dietro al bancone c'era solo un bambino, che appena mi ha visto ha gridato "阿妈,有顾客!"(mamma, c'è un cliente).
Ho subito chiesto a quella donna grassoccia se aveva del té Huang Jin Gui (黄金桂), lei mi ha risposto che ce l'aveva scaduto e che comunque anche loro, cinesi, bevevano té scaduto. Alla fine ho preso 3 té, in queste fantastiche confezioni dai colori pastello:

Ho ripreso il mio amato 黄金桂 (Huang Long Jin), un té oolong che sa di osmanto e che viene dalla celebbelliva contea di Anxi, in Fujian (chiedo scusa per le macchie di unto sul fornello).


E due nuovi té, che vantano entrambi una menzione su Wikipedia:
Il 碧螺春 (Bi Luo Chun, ossia primavera della lumachina verdastra), che viene dalla zona del lago Tai, in Jiangsu, e che mostra evidentemente dei peletti bianchi:

E del 龙井, un té verde abbastanza sontuoso di Hangzhou, Zhejiang.

Poi sono tornato a casa, e ho scoperto cosa si cela dietro al misterioso Colpo di Stato in Kyrgyzstan. L'articolo che ho collegato non parla, però, dei blackout chiaramente causati dai russi, degli aumenti dei prezzi delle forniture energetiche che hanno costretto l'ex presidente Bakiyev a rivolgersi ai cinesi, con relativa vendetta russa. Una specie di caso Mattei in Asia Centrale. Ma d'altronde milioni di italiani ignorano chi fosse Mattei, e tra i vecchiacci che ricordano il suo nome il 90% penserà che è morto di incidente aereo e che Mauro de Mauro, chessò, è inciampato in un fosso o "scomparso"(alzi la mano chi ha visto un uomo "scomparire"; nemmeno il mago Silvan ci riesce bene). Che schifo i media.
Ho subito chiesto a quella donna grassoccia se aveva del té Huang Jin Gui (黄金桂), lei mi ha risposto che ce l'aveva scaduto e che comunque anche loro, cinesi, bevevano té scaduto. Alla fine ho preso 3 té, in queste fantastiche confezioni dai colori pastello:
Ho ripreso il mio amato 黄金桂 (Huang Long Jin), un té oolong che sa di osmanto e che viene dalla celebbelliva contea di Anxi, in Fujian (chiedo scusa per le macchie di unto sul fornello).

E due nuovi té, che vantano entrambi una menzione su Wikipedia:
Il 碧螺春 (Bi Luo Chun, ossia primavera della lumachina verdastra), che viene dalla zona del lago Tai, in Jiangsu, e che mostra evidentemente dei peletti bianchi:
E del 龙井, un té verde abbastanza sontuoso di Hangzhou, Zhejiang.
Poi sono tornato a casa, e ho scoperto cosa si cela dietro al misterioso Colpo di Stato in Kyrgyzstan. L'articolo che ho collegato non parla, però, dei blackout chiaramente causati dai russi, degli aumenti dei prezzi delle forniture energetiche che hanno costretto l'ex presidente Bakiyev a rivolgersi ai cinesi, con relativa vendetta russa. Una specie di caso Mattei in Asia Centrale. Ma d'altronde milioni di italiani ignorano chi fosse Mattei, e tra i vecchiacci che ricordano il suo nome il 90% penserà che è morto di incidente aereo e che Mauro de Mauro, chessò, è inciampato in un fosso o "scomparso"(alzi la mano chi ha visto un uomo "scomparire"; nemmeno il mago Silvan ci riesce bene). Che schifo i media.
2.4.10
i fiori di prunus la notte
.
la lingua misterica dei barboni ammanta di polvere urbana questo tiepido risveglio primaverile
le margherite i soffioni timidi
tra i condizionatori
ancora accesi per battere la natura
sconfiggerla
leoni contro gladiatori contro gladiatori contro gladiatori contro ippopotami, tigri, rinoceronti
coniamo le nostre monete
infiliamole in videopoker omologati
accorgersi di aver perso tutto
la vita stanziale ha bisogno di ammortizzatori liquidi
se non si vuole smettere di ammirare i fiori di prunus la notte,
la lingua misterica dei barboni ammanta di polvere urbana questo tiepido risveglio primaverile
le margherite i soffioni timidi
tra i condizionatori
ancora accesi per battere la natura
sconfiggerla
leoni contro gladiatori contro gladiatori contro gladiatori contro ippopotami, tigri, rinoceronti
coniamo le nostre monete
infiliamole in videopoker omologati
accorgersi di aver perso tutto
la vita stanziale ha bisogno di ammortizzatori liquidi
se non si vuole smettere di ammirare i fiori di prunus la notte,
27.2.10
Gigi D'Ag
E gira che ti rigira, mi ritrovo a spezzare l'ennesima lancia a favore del mio paese.
Magari è solo gioire delle briciole della nostra passata grandezza, ma Gigi D'Agostino ha scelto bene il carattere cinese che mostra sempre sulle sue orrende magliette bianche
o rosse, dipende. Trattasi di 舞, carattere veramente figo, che indica la danza.
Magari è solo gioire delle briciole della nostra passata grandezza, ma Gigi D'Agostino ha scelto bene il carattere cinese che mostra sempre sulle sue orrende magliette bianche
o rosse, dipende. Trattasi di 舞, carattere veramente figo, che indica la danza.
21.2.10
La compagnia del Paiuolo
Spillo presentò per la sua cena un magnano, il quale avea fatto d'una grande oca, o altro uccello simile, con tutti gl'instrumenti da potere racconciare, bisognando, il paiuolo;
Domenico Puligo d'una porchetta cotta fece una fante con la rocca da filare allato, la quale guardava una covata di pulcini et aveva a servire per rigovernare il paiuolo;
il Robetta per conservare il paiuolo fece d'una testa di vitella, con acconcime d'altri untumi, un'incudine, che fu molto bello e buono, come anche furono gl'altri presenti, per non dire di tutti a uno a uno di quella cena e di molte altre che ne feciono."
Da "Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti", Giorgio Vasari, Edizione del 1568, edita a Firenze per i tipi della Giunti(che trovate in .pdf cliccando qua), p.639
15.2.10
La Scuola Fallita
Stasera ho visto lo speciale di "Presa Diretta" sulla scuola italiana. Si chiamava "La scuola Fallita" e si prefiggeva l'intento di mostrare in maniera quanto più simile alla verità la situazione attuale delle nostre scuole.
I servizi degli inviati mostravano principalmente scuole siciliane e lombarde, con qualche capatina in Piemonte.
La situazione lombarda è particolarmente infernale. Dagli aiuti alle famiglie con reddito inferiore a 49000 euro annui (autocertificati) per frequentare scuole private propagandato (urlando, come sempre) come garanzia di libertà di scelta per le famiglie lombarde, all'agghiacciante dichiarazione di una direttrice di scuola privata di Milano nell'affermare che nella sua scuola non ci sono stranieri non solo perché non hanno abbastanza soldi, ma anche perché si troverebbero in grande disagio giacché gli iscritti alla sua scuola sono tutti appartenenti alla "media borghesia", e, credetemi, sto tacendo di altre schifezze che le mie orecchie hanno ascoltato, come un'altra direttrice che capiva e assolveva chi avesse deciso di non ammettere gli andica
ppati alle iscrizioni per motivi di bilancio. L'inumanità del nostro sistema sta raggiungendo livelli di cinismo da Germania nazista, e per ogni ora di inglese e informatica che fa un bambino milanese nella sua scuola fondata da ciellini ce ne sono 20 in meno in una scuola di Caltanissetta.
E poi leggi che infrangono leggi esistenti calpestando diritti fondamentali dei cittadini, assessori provinciali che temono il terremoto che raderà al suolo scuole aperte senza alcun controllo antisismico, bilanci in rosso da lustri e qualche speranza di fondo.
Sia perché, non mi stancherò mai di dirlo, le persone sono molto, molto, molto più veloci della politica a comprendere i cambiamenti e adattarvisi o cambiare le cose(vedi genitori di alunni torinesi che imbiancano personalmente le aule dei loro figli), sia perché la politica non è completamente immobile, anche se paragonerei il suo movimento più alla lentissima corrosione di gocce d'acqua su una lastra di marmo che a un auspicabile e risolutivo rogo di stoppie.
Il servizio mostrava anche che il (seppur minimo) impegno della politica nell'ambito delle politiche scolastiche non è esclusivo di questo o quel partito, ma ha una connotazione trasversale(nonostante mi risulti difficile comprendere la coerenza di un politico che voglia risolvere la gravissima situazione della sua provincia pur facendo capo a un partito che ne è stato direttamente responsabile), segno che i rimasugli dell'interesse degli italiani verso la Cosa Pubblica sono morenti, ma non ancora sepolti..
Serve soltanto un po' di coordinazione: se le maestre fossero in grado di spiegare ai loro ragazzi e soprattutto ai loro genitori che c'è un motivo per cui dovranno cambiare insegnanti ogni anno, per cui non hanno una palestra, c'è un motivo per cui i riscaldamenti non funzionano e le aule sono sovraffollate ed il motivo è la mancanza di soldi, dovuta alle pessime politiche attuate dagli ultimi 3 governi(per tacere di quelli precedenti, che avevano problemi molto diversi come entità).
Ciononostante, credo che non getterò la spugna nemmeno quando gli italiani voteranno di nuovo il partito e il presidente che hanno tolto il futuro ai loro figli.
I servizi degli inviati mostravano principalmente scuole siciliane e lombarde, con qualche capatina in Piemonte.
La situazione lombarda è particolarmente infernale. Dagli aiuti alle famiglie con reddito inferiore a 49000 euro annui (autocertificati) per frequentare scuole private propagandato (urlando, come sempre) come garanzia di libertà di scelta per le famiglie lombarde, all'agghiacciante dichiarazione di una direttrice di scuola privata di Milano nell'affermare che nella sua scuola non ci sono stranieri non solo perché non hanno abbastanza soldi, ma anche perché si troverebbero in grande disagio giacché gli iscritti alla sua scuola sono tutti appartenenti alla "media borghesia", e, credetemi, sto tacendo di altre schifezze che le mie orecchie hanno ascoltato, come un'altra direttrice che capiva e assolveva chi avesse deciso di non ammettere gli andica
E poi leggi che infrangono leggi esistenti calpestando diritti fondamentali dei cittadini, assessori provinciali che temono il terremoto che raderà al suolo scuole aperte senza alcun controllo antisismico, bilanci in rosso da lustri e qualche speranza di fondo.
Sia perché, non mi stancherò mai di dirlo, le persone sono molto, molto, molto più veloci della politica a comprendere i cambiamenti e adattarvisi o cambiare le cose(vedi genitori di alunni torinesi che imbiancano personalmente le aule dei loro figli), sia perché la politica non è completamente immobile, anche se paragonerei il suo movimento più alla lentissima corrosione di gocce d'acqua su una lastra di marmo che a un auspicabile e risolutivo rogo di stoppie.
Il servizio mostrava anche che il (seppur minimo) impegno della politica nell'ambito delle politiche scolastiche non è esclusivo di questo o quel partito, ma ha una connotazione trasversale(nonostante mi risulti difficile comprendere la coerenza di un politico che voglia risolvere la gravissima situazione della sua provincia pur facendo capo a un partito che ne è stato direttamente responsabile), segno che i rimasugli dell'interesse degli italiani verso la Cosa Pubblica sono morenti, ma non ancora sepolti..
Serve soltanto un po' di coordinazione: se le maestre fossero in grado di spiegare ai loro ragazzi e soprattutto ai loro genitori che c'è un motivo per cui dovranno cambiare insegnanti ogni anno, per cui non hanno una palestra, c'è un motivo per cui i riscaldamenti non funzionano e le aule sono sovraffollate ed il motivo è la mancanza di soldi, dovuta alle pessime politiche attuate dagli ultimi 3 governi(per tacere di quelli precedenti, che avevano problemi molto diversi come entità).
Ciononostante, credo che non getterò la spugna nemmeno quando gli italiani voteranno di nuovo il partito e il presidente che hanno tolto il futuro ai loro figli.
17.1.10
Arcadia
Basta un po' di té gunpowder, della musica del Ghana e questo stucchevole snack a rendermi produttivo.
Ho messo qui a fianco il link al sito della Soundway Records, eroica casa discografica inglese specializzata in robba vecchia e introvabile di paesi il più improbabili possibile del terzo mondo.
Molto tempo fa volevo postare due aneddoti familiari, ma non l'ho fatto per impegni improrogabili.
Volendo tornare al vecchio obiettivo di produrre un file al giorno, lo farò ora.
1-Dunque, in un giorno non ben precisato delle mie vacanze di Natale ero con le mie meravigliose zie. Parlando del più e del meno, dissi loro della mia coinquilina Giada, che mi mostrava orgogliosa il suo piccolo e grazioso girasole, asserendo che era così rigoglioso perché lei le parlava ogni sera.
Mia zia Maria, insospettabilmente, mi disse che anche lei usava parlare ad una pianta. Era un nasturzio, i cui fiori ricadevano, meravigliosi, giù dal suo balcone, fino alla strada, ammirati da tutti.

A chi le chiedeva come mai la sua pianta fosse così bella, lei rispondeva sempre che era perché parlava con lei, e la ascoltava, nelle lunghe ore mattutine che passava da sola aspettando suo marito o badando ai suoi figli.
2-Zia Maria è una delle mie zie preferite, perché ha vissuto la povertà e questo fa di lei una persona ricca.
Mi ha raccontato un aneddoto che riguardava dei meloni:
Quando era una ragazzina, sua madre la mandava spesso a comprare dei meloni.
In Estate, attraversava il prato sotto casa con la sua borsa forata di cuoio a tracolla per raggiungere l'uomo che vendeva i meloni.
L'uomo che vendeva i meloni aveva un campo di meloni. Una volta maturi, li raccoglieva e li teneva al fresco, in una grotta là vicino.
Una volta arrivata, Zia Maria poteva scegliere i meloni che preferiva(per questo, mi ha detto, oggi sa scegliere bene i meloni). Forse costavano 50£, Zia Maria non se lo ricordava esattamente.
Un giorno (probabilmente molto caldo), Zia Maria andò a comprare i meloni.
Li scelse bene nella grotta e tornò a casa.
La madre tagliò in due uno dei meloni, lo pulì, lo fece a fette e diede alle sue figlie una fetta ciascuna.
Zia Maria protestò: la sua fetta non solo non era più grande delle altre, era addirittura più piccola! Ciò era ingiusto; sarebbe dovuto essere il contrario, dato che era stata lei a comprare quei meloni.
La madre le disse: "dammi un po' la tua fetta, così vedo se è più piccola delle altre".
Zia Maria gliela porse e lei se la mise nel piatto.
Mangiò sia la sua fetta che quella di Zia Maria.
Zia Maria, piccata, le chiese: "E la mia fetta?"
Sua madre le rispose: "Oggi niente melone per te.Così impari ad avere da ridire sulle porzioni che faccio io. Se tutti mi chiedessero più melone, non ce ne sarebbe mai abbastanza".
Se tutti avessero avuto da ridire ogni volta, nessuno avrebbe rispettato la gerarchia che la poneva in alto rispetto a loro, e l'ordine familiare sarebbe caduto a pezzi.
Ho messo qui a fianco il link al sito della Soundway Records, eroica casa discografica inglese specializzata in robba vecchia e introvabile di paesi il più improbabili possibile del terzo mondo.
Molto tempo fa volevo postare due aneddoti familiari, ma non l'ho fatto per impegni improrogabili.
Volendo tornare al vecchio obiettivo di produrre un file al giorno, lo farò ora.
1-Dunque, in un giorno non ben precisato delle mie vacanze di Natale ero con le mie meravigliose zie. Parlando del più e del meno, dissi loro della mia coinquilina Giada, che mi mostrava orgogliosa il suo piccolo e grazioso girasole, asserendo che era così rigoglioso perché lei le parlava ogni sera.
Mia zia Maria, insospettabilmente, mi disse che anche lei usava parlare ad una pianta. Era un nasturzio, i cui fiori ricadevano, meravigliosi, giù dal suo balcone, fino alla strada, ammirati da tutti.
A chi le chiedeva come mai la sua pianta fosse così bella, lei rispondeva sempre che era perché parlava con lei, e la ascoltava, nelle lunghe ore mattutine che passava da sola aspettando suo marito o badando ai suoi figli.
2-Zia Maria è una delle mie zie preferite, perché ha vissuto la povertà e questo fa di lei una persona ricca.
Mi ha raccontato un aneddoto che riguardava dei meloni:
Quando era una ragazzina, sua madre la mandava spesso a comprare dei meloni.
In Estate, attraversava il prato sotto casa con la sua borsa forata di cuoio a tracolla per raggiungere l'uomo che vendeva i meloni.
L'uomo che vendeva i meloni aveva un campo di meloni. Una volta maturi, li raccoglieva e li teneva al fresco, in una grotta là vicino.
Una volta arrivata, Zia Maria poteva scegliere i meloni che preferiva(per questo, mi ha detto, oggi sa scegliere bene i meloni). Forse costavano 50£, Zia Maria non se lo ricordava esattamente.
Li scelse bene nella grotta e tornò a casa.
La madre tagliò in due uno dei meloni, lo pulì, lo fece a fette e diede alle sue figlie una fetta ciascuna.
Zia Maria protestò: la sua fetta non solo non era più grande delle altre, era addirittura più piccola! Ciò era ingiusto; sarebbe dovuto essere il contrario, dato che era stata lei a comprare quei meloni.
La madre le disse: "dammi un po' la tua fetta, così vedo se è più piccola delle altre".
Zia Maria gliela porse e lei se la mise nel piatto.
Mangiò sia la sua fetta che quella di Zia Maria.
Zia Maria, piccata, le chiese: "E la mia fetta?"
Sua madre le rispose: "Oggi niente melone per te.Così impari ad avere da ridire sulle porzioni che faccio io. Se tutti mi chiedessero più melone, non ce ne sarebbe mai abbastanza".
Se tutti avessero avuto da ridire ogni volta, nessuno avrebbe rispettato la gerarchia che la poneva in alto rispetto a loro, e l'ordine familiare sarebbe caduto a pezzi.
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