8.4.11

e fuori la peste














"C'è solo porno intorno, come un mantra, c'è solo porno intorno. Il porno è la macchina che riprende sé stessa e si riconosce, è la macchina da presa che riprende il corpo-macchina.
C'è solo porno intorno, forse per questo il mondo sotterraneo dei cinema porno è destinato a scomparire, perché il porno è lì fuori, ogni giorno, la macchina che riprende la macchina e che mostra la macchina come macchina, in ogni istante, senza sosta. Chiude anche l'Argo, che storicamente guidava i napoletani, come la nave di Giasone, nei meandri dell'oscuro mondo della passione, ma c'è internet, ci sono i reality, c'è un enorme meccanismo macchinino e portatore di porno, che non ha più bisogno del porno obliato e nascosto. Il porno viene mostrato fieramente ogni giorno, tutti i giorni. C'è solo porno intorno, ci sono solo "macchine di macchine", per questo i cinema porno sono solo anacronistici, perché intendono ancora come obliato ciò che da tempo ormai è mostrato alla luce del sole. E c'è Roberta ce soir, come nel romanzo di Klossowski, c'è Roberta che incurante di un mondo che crolla, di un'apocalisse alle porte, ci guarda languida, come un personaggio di un romanzo d'appendice ottocentesco, e fuori la peste."

Vincenzo del Gaudio

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