7.4.08

Die Protestantische Ethik und der Geist des Kapitalismus

Chissà perché il tungsteno è l'elemento chimico più nominato nel rock italiano...
Lo ammetto. Non sono ispirato stasera. E, pensandoci un po', qual'è il modo più sterile e banale di esercitare il proprio intelletto? Senza dubbio leggere attentamente i testi delle canzoni pop e dimostrare che non significano nulla, facendo ridere alternativi grandi e piccini.
Mi dispiace, non ho scelto la cover di "Nothing Else Matters" di un famoso cantante italiano che un giorno ha anche vinto Sanremo. Non l'ho scelta perchè quel cantante porta sfica.
Ho scelto una canzone dal disco "Ferro e Cartone" di Francesco Renga, che tra l'altro è uguale al fidanzato della coinquilina di una mia amica, che saluto. Ciao Silvio!
Una delle canzoni del disco si chiama "Ikebana". Quella che ho scelto è "Ferro e Cartone".
Chissà che Francesco Renga non credesse il cartone essere un elemento chimico... Chissà che non l'abbia cercato nella tavola periodica quando ha scritto "Ferro e Cartone".
Ricordi
lontani e lo sai
non pensarti stanca
non pensarti mai
è tardi
e forse non vuoi
anche se ti cerco
non mi sentirai
coprirò le distanze per venire da te
misurando le forze, quando vento non c'è
in un giorno di sole volerò via da qui
sono ferro e cartone queste mie nuove ali.
I giorni,
non passano mai
uno dopo l'altro
dimenticherai
ritorni
a volte lo fai
anche se ti sento
non risponderai
coprirò le distanze per venire da te
misurando le forze quando vento non c'è
in un giorno di sole volerò via da qui
sono ferro e cartone le mie ali e così
farò in modo che il viaggio sia il piu' breve che so
e trovato il coraggio da te tornerò
dovrò fare attenzione per non cadere giù
tra rimorso e dolore e non perderti più
CORO:
(sono ferro e cartone le mie ali e così)
respiro
diventerò
CORO:
(sono ferro e cartone le mie ali e così)
in volo
mi librerò
leggero in bilico
CORO:
(sono ferro e cartone le mie ali e così)
respiro
diventerò
CORO:
(sono ferro e cartone le mie ali e così)
Farò una parafrasi:
(Francesco si rivolge a qualcun altro, presumibilmente una donna):
<< (Mi sovvengono) ricordi lontani e...lo sai? Non pensarti stanca, non pensarti mai. E' tardi, forse non vuoi. Anche se ti cerco non mi sentirai. (rit.)Per venire da te coprirò le distan
ze, misurando le (mie) forze quando non c'è vento. Volerò via da qui in un giorno di sole. Queste mie nuove ali sono (di) ferro e cartone.(rit.) I giorni, uno dopo l'altro, non passano mai.(Mi) dimenticherai. Ritorni? A volte lo fai (ma), anche se ti sento, non risponderai. (rit.) e così (grazie alle mie nuove ali e alle mie conoscenze geografiche*) farò in modo che il viaggio sia il più breve che so e trovato il coraggio, tornerò da te. Dovrò fare attenzione a non cadere giù, e non perderti più tra il rimorso e il dolore. Diventerò respiro, mi librerò in volo, leggero, in bilico... >>
Insomma una ardita metafora sul volo allo scopo di parlare di un amore lontano. Incertezza, simboleggiata dal fatto che le sue nuove ali(la sua accresciuta motivazione a compiere il viaggio) sembrano ora di ferro(pesanti ma resistenti), ora di cartone(leggere ma fragili).
La liquidità della relazione è diluita ancora di più dalla distanza. Ma questo probabilmente è il discorso che il nostro eroe pronuncia (più a sé stesso, per farsi coraggio, che alla sua amata/meta)prima di mettersi in viaggio
Un canto positivo (maggiore), insomma, che invece di riporre indefinite speranze nel futuro, sa di poter riuscire in quello che sta cercando di fare grazie alle sue possibilità. La riuscita dell'operazione non dipende da oscure forze soprannaturali, ma dalla luminosa consapevolezza delle proprie capacità e nello stato d'animo in cui la meta/amata si troverà. Ateo (al massimo animista) e intimista.
Un pezzo figlio del nostro tempo.
Tutto ciò penso non farà ridere né alternativi grandi né alternativi piccini, e me ne rammarico.
*Trattasi di geografie esistenziali, o mappe comportamentali magari.

1 comment:

Anonymous said...

good start